Come monache consacriamo il meglio del nostro tempo e delle nostre forze a Dio nella celebrazione della sacra liturgia in coro, nella dedizione alla lectio divina e alla preghiera personale nella solitudine della cella.
Il primato dato alla preghiera non esclude un serio impegno nel lavoro, che pure è amato e offerto a Dio in spirito di obbedienza e in solidarietà con la condizione di tutti gli uomini. Diverse sono le attività quotidiane che ci impegnano non solo nei vari servizi della vita comunitaria – cucina, lavanderia, guardaroba, sartoria, orto, giardinaggio – ma anche in lavori di laboratorio: confezione e ricamo di paramenti sacri, tessitura, iconografia, artigianato vario comprendente la pirografia, la lavorazione della pelle e del cuoio, la produzione di articoli realizzati con la tecnica del découpage, la preparazione e la decorazione di ceri, la stampa di biglietti augurali, di fascicoli liturgici e di schede ad uso catechetico. Ricordiamo inoltre l’accoglienza di gruppi o di persone che chiedono il servizio della Parola o dell’ascolto, come pure l’ospitalità ora supportata dalla vicina Casa per ferie “Château-Verdun”.
L’ospitalità, finalizzata alla preghiera, è praticata con spirito evangelico, riconoscendo in ogni persona che bussa alla porta del monastero il Cristo stesso. Visite di eccezione sono state in questi brevi anni di vita della comunità quelle di Giovanni Paolo II il 14 luglio del 2004 e quella di Benedetto XVI il 18 luglio del 2006.
Piccola, fragile gemma spuntata sul millenario e rigoglioso albero dell’Ordine di san Benedetto, la comunità monastica Regina Pacis vorrebbe essere un’umile, autentica testimonianza della perenne vitalità del Vangelo, che ancor oggi trova nella Regola del Patriarca dei monaci d’Occidente una valida espressione del suo messaggio di pace, quella pace che – come già abbiamo detto – ha il nome di Cristo, quella pace che è possibile quando gli uomini cercano veramente Dio e vivono a gloria del suo Nome, formando tra loro un cuor solo e un’anima sola.
Ci piace concludere questa presentazione con un testo della nostra Madre fondatrice Anna Maria Cànopi, che ci aiuta a contemplare il volto del nostro Monastero e a cogliere il segreto della sua missione di pace.
